Anche questa settimana dedicheremo uno spazio alle tradizioni enogastronomiche. Dopo esserci soffermati insieme sulle realtà internazionali, la nostra attenzione sarà oggi focalizzata su un territorio del nostro Paese, anch’esso meta, specie nel periodo estivo di molti turisti: la Sardegna.

Abbiamo scoperto un’interessante eterogeneità, frutto da un lato di scambi con i paesi mediterranei circostanti, dall’altro dei prodotti dell’entroterra. Ne risulta una tavola multi sfaccettata e dalle proprietà nutrizionali grazie alle quali è stata inclusa magistralmente nel repertorio della dieta mediterranea. La cucina sarda spazia dalla carne al pesce questa regione conosce sapori veri e caratteristici, nei dolci la varietà continua a stupirci regalandoci una rosa di prodotti davvero ricchi.

Il pecorino sardo

Un pranzo tipico della cucina sarda comprenderebbe un antipasto di terra o di mare. Nel primo caso sarebbe a base di salumi nostrani, ovviamente lavorati artigianalmente, pecorino sardo e verdura. Nel secondo includerebbe pesce fresco: acciughe marinate, alicette al pecorino, ricci di mare, cassatedde fritte di tuma e acciughe.

Tra le punte di diamante della cucina sarda troviamo anche salumi e formaggi. Ricordiamo il pecorino sardo, dal 1991 con il marchio D.O.C., che possiamo gustare in due varianti, Dolce e Maturo, nel primo caso la stagionatura è dai 20 ai 60 giorni, mentre nel secondo  è superiore ai 2 mesi. I salumi più consumati sono ad esempio la coppa, la pancetta e la lonza di maiale. Rinomati quelli di Irgoli e particolari quelli di cinghiale.

Il pane carasau

Non potrebbe mancare il famoso pane carasau nella cucina sarda, esportato ormai dappertutto per  leggerezza e fragranza. Si tratta di sottilissime sfoglie di farina di grano duro, acqua, lievito e sale; la preparazione con aggiunta di olio, passata alla griglia viene denominata “gottiau”.  In genere accompagnano piatti dalle differenti consistenze. E’un tipo di prodotto che riesce ad assorbire i liquidi, di conseguenza di presta molto bene con piatti ricchi di condimenti.

Malloreddus

Tra i primi piatti della cucina sarda, alcuni tra i più famosi includono la fregula, pasta piccola, condita con sugo o le arselle ma anche per arricchire brodi. La “minestra e’merca” con pomodori, zucchine, patate e latte di pecora cagliato. I Malloreddus, gnocchetti con zafferano e conditi con sugo di salsicce, i maccarones de busa, bucatini arricchiti diversi modi, tra cui condimenti col pecorino, la panada, dove la pasta sfoglia accoglie la carne di agnello.

Il famoso porcheddu

Probabilmente il piatto più famosodi quest’isola è, accanto al pesce grigliato, alla pecora bollita e al capretto, il porchetto arrostito. Il famoso porchetto, maialino da latte, viene arricchito con erbe aromatiche come il mirto. Fino a qualche tempo fa lo si poteva trovare solo nelle famiglie ma oggi è facile gustarlo nelle trattorie del luogo e addirittura imbattersi in sagre tipiche proprio a base di questo piatto.

I secondi di pesce della cucina sarda variano a seconda delle zone. Ottimi gli anemoni di mare impanati e fritti, diffusi sia al nord che al sud; tipici della zona sudoccidentale invece, piatti a base di tonno, in particolare la bottarga. Conosciute le aragoste di Alghero dove si preparano con pomodori. Verso Oristano possiamo apprezzare le anguille.

Pardulas

La preparazione dei dolci include nella maggior parte dei casi mandorle, uvetta e ricotta:  Pardulas, Formaggelle e Casadinas, tortine con ripieno di formaggio fresco o ricotta; Papassini, con uvetta, semola, noci, mandorle e uvetta;  Candelaus, con pasta di mandorle e mandorle; i Bianchini, con albume d’uovo; gli Amaretti.

I mostaccioli

Famosissimi i vari torroni e i Mostaccioli. I torroni sono molto semplici e genuini, senza zucchero o sciroppo di glucosio, con un impasto di mandorle, noci, albume d’uovo e miele racchiuso in sfoglie sottilissime di ostia. Il più famoso è quello di Tonara, seguito da Aritzo, Guspini, Desulo e Pattada.  Come altri prodotti anche il torrone veniva preparato in casa. Un procedimento faticoso e laborioso perché il miele veniva prima sciolto a fuoco basso e poi per diverse ore mescolato con gli albumi fino al termine della cottura, quando veniva aggiunta la frutta secca.I Mostaccioli, gustosissimi quelli di Oristano,sono composti da una pasta al profumi di limone, che lievita in modo naturale e glassati con zucchero cotto.

Il mirto sardo

Non potremmo concludereche in bellezza, con i vini e i liquori, tanto apprezzati per la loro corposità e aromi. Ben 19 i vini con Denominazione di Origine Controllata e uno di Origine Controllata e Garantita, il Vermentino di Gallura. Da sottolineare tra i liquori il Mirto, ricavato dalle sue bacche: la qualità più pregiata è quella rossa.  E dopo questa carrellata, che ne dite di una puntatina sull’isola per testare tutto e un per fare un bel tuffo nelle fantastiche spiagge sarde?