TripAdvisor secondo noi può essere considerato la croce di chi fa il nostro lavoro. O meglio croce e delizia.

C’è chi per una recensione positiva ricevuta chiama a raccolta gli amici per farla leggere e di essa “bullarsi”. Poi magari quando ne arriva una brutta è pronto a rivolgersi ai propri avvocati. C’è chi è convinto che le recensioni negative vengano scritte dai propri competitor. C’è chi si scrive o chiede ai propri conoscenti di scrivere elogi e sperticate lodi. C’è anche chi addirittura affigge cartelli con su scritto: “vietato l’ingresso agli utenti di TripAdvisor”, e questo è quanto accade lato ristoratore.

Per quanto riguarda invece il lato utente capita spesso di imbattersi in altrettanto bizzarre categorie. Ne elenchiamo alcune di seguito e chiediamo  a voi di suggerircene altre che ci sono sicuramente sfuggite.

Il vendicatore mascherato. Generalmente utilizza account con nomi di fantasia: il cameriere si è sbagliato e ha portato la pasta al suo vicino prima che a lui oppure entrando ha visto una sciarpetta della squadra diversa da quella per cui tifa lui; rancoroso come pochi si scatena dal proprio studiolo (cit. amici miei) in dissertazioni logorroiche e tendenti a veder rovinato chi tanto aveva osato.

Il paraculo. Quando entra nel ristorante fa l’istrione con i propri amici e generalmente mostra di essere un grande intenditore di vini (ma ovviamente ne capisce meno di un astemio) e poi scrive dal suo smartphone di ultima generazione lusinghiere recensioni su personale, location e cibo. Chiaramente al momento di chiedere il conto la mostra al ristoratore facendo affidamento sulla di lui vanità. La frase seguente è sempre la stessa: “Me lo fai uno sconticino, si?”

Il Masterchef. Esordisce guardando sospettosamente il menù e già dentro di lui cova la frase di apertura della recensione che redigerà appena tornerà a casa: “caro ristoratore, mi stai diludendo, se mio cane mangia questo, mio cane sente male, se io mangio questo io muoro”. Ogni piatto che riceve è per lui momento di indagazione introspettiva alla ricerca di pecche, errori, abbinamenti da criticare.

Il giramondo. A costui capita di sorprendersi per una inaccettabile (a suo avviso) mancanza di cocotte de escargot a la reinassance o, cosa ancor più grave, zighinì etiope. Non è importante chiaramente il fatto che stia recensendo una hosteria romanesca che, generalmente serve “facioli co le cotiche, rigatoni co la pajata, coda a la vaccinara, et similia”.

Mangiatore o recensore ?

L’ermetico. Le sue recensioni si limitano a: “buono”, “non ci tornerò”, “lo consiglio” oppure “mai più”.

Il Cannavacciuolo. A lui non interessa come si mangia, lo vedi per tutta la sera far avanti ed indietro, sbirciando verso le cucine, osservando eventuali segni di ragnatela negli angolini, verificando la morbistenza della carta igienica nei bagni, guardando di sottecchio se la mise dei camerieri è o meno in ordine secondo i suoi criteri e standard. Esce dal ristorante più affamato di prima e i ristoratori utilizzano le sue recensioni come strumento di analisi interna prima di una un’ispezione della Asl.

Il grillino. Lo riconosci dal titolo che dà alla sua recensione, generalmente è così: “FANTASTICOOOO!!1!111” oppure “non ci torno PIUUUUUU’!!1!111”, “KE GRANDI KE SIETEEE!!!111!!1!”. Ovviamente poi il contenuto della recensione segue l’andamento grammaticale del titolo, a prescindere dai contenuti e da come si è trovato al ristorante.

L’incoerente. Non è il titolo che conta né quante stelline concede, costui va indagato per tentare di capire cosa effettivamente gli passi per la testa. La tecnica è la seguente: titolo triste e uno, massimo due stelline, a fronte di una recensione dai toni entusiastici. In alternativa titolo altisonante e quattro/cinque stelline, a cui segue una recensione da mettersi le mani nei capelli. Avremmo potuto definirlo caso da tso, ma per questo ci sono i servizi sociali.

Cos’è TripAdvisor per noi?

Uno strumento. Un semplicissimo strumento e come tutti gli strumenti se ne può fare un uso buono o cattivo. Si dice che non ci sia progresso laddove una nuova tecnologia non sia accessibile a tutti. TripAdvisor lo è, e per questo crediamo di poterlo considerare un’evoluzione utile al miglioramento del nostro lavoro. Facendo quindi l’indispensabile tara  alle recensioni che si ricevono, tentiamo di utilizzarle a nostro vantaggio, che poi speriamo si rifletta sui nostri clienti.

Il tono scherzoso con il quale abbiamo affrontato questo argomento crediamo sia quello giusto per il peso che questo può avere nella nostra vita professionale. Non ci sogneremmo mai, per esempio, di querelare chi rilascia recensioni come quella della immagine 2, anzi pur essendo pressochè certi che ciò che ha scritto sia quantomeno improbabile se non impossibile, lo ringraziamo comunque con tutto il cuore per la preziosa testimonianza. Ci auguriamo che magari, leggendo questo nostro post possa ricontattarci e venirci nuovamente a trovare. Sarà nostra cura dimostrargli che si è trattato certamente di una serata storta per entrambi e ci piacerebbe potergli offrire uno dei pasti che tanti nostri clienti apprezzano, per poterlo far ricredere su quanto ha scritto

Immagine 2

 

P.s. nel caso in cui voleste leggere tutte le recensioni che i nostri clienti lasciano, le trovate a questo link