Una lunga tradizione popolare e culturale per la polenta

La storia di un popolo è sempre arricchita da elementi “paratestuali” che accompagnano i grandi avvenimenti socio-politici, uno fra tutti il cibo. E’ impossibile pensare ad intere aree del nostro paese senza fare riferimenti alla tradizione enogastronomica che li caratterizza. Prendiamo come esempio Napoli: la città, è inutile negarlo, viene più facilmente collegata al piacere della pizza che al ricordo delle gesta di Masaniello o alle pubblicazioni di Vico.

Esistono anche pietanze che sono riuscite a penetrare talmente in profondità nel tessuto sociale di intere regione da caratterizzarne il nome stesso dei propri abitanti. Pensiamo ai Polentoni! Rivalità Nord/Sud a parte, la polenta rappresenta una delle grandi eccellenze enogastronomiche del nostro paese, è un alimento dalla tradizione antichissima e si prepara con un impasto a base di farina di cereali.

La polenta cotta nel paiolo di rame

Geograficamente, la polenta ha costituito per molto tempo l’alimento base della dieta di molti contadini della Lombardia, del Veneto, del Trentino, dell’Emilia, del Piemonte e del Friuli, regioni nelle quali ancora oggi viene spesso servita come portata principale o come piacevole contorno. Realizzata con un composto di acqua, farina di cereali e sale, la polenta ha mantenuto intatto nel corso degli anni il suo gusto inconfondibile e, per la cottura, si deve necessariamente ricorrere al caro e vecchio paiolo in rame, elemento fondamentale per la buona riuscita del piatto.

Per quanto gli ingredienti utilizzati siano davvero pochi e le dosi scarsamente predisposte a sperimentazioni, la polenta ha tuttavia conosciuto numerosissime varianti. Paese che vai, polenta che trovi! Riassumerle tutte sarebbe davvero un’impresa difficile, ci accontenteremo di segnalarne alcune, nella speranza di solleticare la vostra fantasia culinaria.

La “polenta uncia”

La “polenta uncia”, ad esempio, è una variante tipica del lago di Como, si prepara seguendo i passaggi tipici della lavorazione e si aggiunge abbondante burro, aglio, salvia e del formaggio semigrasso.

La polentata sociale di Tossignano

A chi invece preferisce sapori più forti consigliamo di fare un salto a Tossignano, paesino della Romagna dove, dal 1622, è tradizione preparare ogni anno una polenta da distribuire gratuitamente alla popolazione. La polenta di Tossignano viene servita dura, tagliata a cubetti, condita con ragù di carne di maiale e manzo, spalmata con abbondante formaggio Grana fuso.

Polenta e spuntature

Procedendo verso sud, scopriamo che anche nelle regioni del centro Italia, la polenta, ha avuto una discreta diffusione, in particolare nelle zone poste fuori i grandi centri urbani. Nel Lazio, ad esempio, si prepara in due modi assolutamente diversi: il primo è a base di sugo di pomodoro con spuntature di maiale e salsicce, il secondo, definito in bianco, viene preparato con un soffritto a base di aglio, olio, peperoncino, salsicce e, per i più golosi, qualche cubetto di pancetta, il tutto arricchito con abbondante spolverata di pecorino grattugiato.

Polenta fritta

Concludiamo la nostra carrellata sulla polenta con una variante molto apprezzata davvero in tutto il mezzogiorno: la polenta frittaMolto diffusa nella Ciociaria, nel Lazio, nella Campania e in Calabria, tale portata non è altro che la frittura di piccoli dadini di polenta dura (scagliozzi) serviti come crocchette o rapido snack. Attraverso questo post abbiamo voluto sfatare il mito della polenta per polentoni, dimostrando che il gusto non conosce alcun tipo di delimitazioni geografiche in Italia come nel mondo.

A proposito, un’ultima cosa ancora. Sapevate che la polenta è anche molto diffusa nel territorio del Burundi con il nome di umutsima?