Dedichiamo il nostro spazio ad un amico  che da sempre ha coadiuvato e supportato le nostre iniziative in tema di birre artigianali, Paolo Mazzola ed il suo nuovo progetto birrificio Castelli Romani. Dopo la laurea in chimica  e la specializzazione in tecnologie ha lavorato presso una primaria realtà industriale in ambito produzione di birra e successivamente collaborato nei master di Slow Food.

Numerose le altre collaborazioni e partecipazioni ad eventi di rilievo del settore, dopo cui decide di creare uno spazio per fare della zona dei Castelli Romani un punto di riferimento per la cultura  brassicola, non solo per il vino, che da sempre ha caratterizzato l’economia di questo territorio. Nasce cosi l’Associazione  Movimento birra castelli romani che oltre a favorire un proficuo incontro tra produttori di birra e appassionati, vuole valorizzare i prodotti del territorio che possano essere un volano per l’economia locale.

Una direttrice sempre presente nei progetti di Paolo è la produzione artigianale. Come egli stesso afferma “preferisce dare un senso globale alle cose che fa, più che tecnico”. Ma il progetto che vogliamo segnalare oggi e’ quello del Birrificio Castelli Romani, che abbiamo avuto  modo di conoscere in particolare proprio durante il Beer for Summertime al Pikkio. Il birrificio si configura come un’idea che vuole proprio fare leva sulla capillare conoscenza di Mazzola per questo mondo, assieme alla mission di creare prodotti dove l’accurata selezione delle materie prime si delinea una fase fondamentale per tutto il processo produttivo e l’attenzione per lo sviluppo sostenibile diventa un obiettivo da non perdere di vista.

Le etichette delle birre artigianali

Durantre l’evento Paolo ci ha guidato nella degustazione della nuovissima Pig Floyd, un prodotto che, come vuole indicare il nome, mira ad avvicinarsi alle nuove generazioni che rappresentano lo stimolo per questo ambito visto il crescente numero di giovani appassionati. Si tratta di una America Pale Ale prodotta con luppoli americani e neozelandesi utilizzati in bollitura e in dry hopping; gli aromi che la caratterizzano sono di frutta tropicale e i sentori quasi tabaccosi.  Altro fiore all’occhiello del birrificio è la Giulia Agricola, una Saison con luppoli Saaz e Strisselspalt, il cui nome deriva da Gneo Giulio Agricola, governatore della Britannia, che tornò a Roma portando tre mastri birrai e aprì il primo pub d’Italia; qui risultano interessanti i profumi di frutti tropicali.

Le birre del Birrificio Castelli Romani

Più leggera l’Ariccina, al farro con lievito frenchsaison dove i contrasti fanno da padrone. Quelli dei profumi lievi e delle speziature importanti.  Particolare la Diana di Nemi, saison al Sambuco. Insomma, ognuna ha una tale particolarità nella sua struttura che non resta che provarle.

Le nuove nate del birrificio sono state già portate in lungo e in largo per l’Italia, hanno incontrato i pareri di degustatori, appassionati e critici e sono sempre alla ricerca di nuovi abbinamenti. Come Paolo stesso ha ammesso, la produzione italiana di birra artigianale si è rivolta spesso a pub e locali specializzati ma non è riuscita a penetrare nella grande distribuzione. Questo fattore rischierebbe di restringere la conoscenza di questo settore ad una ristretta nicchia di gente, tuttavia la mission che continuiamo a sostenere con Paolo è proprio quella di diffondere in maniera sempre più capillare questa cultura per abbracciare una fetta di pubblico sempre più vasta. Vi invitiamo perciò a provarle e  rivelarci quali sensazioni suscitano in voi