Il conduttore dallo stomaco forte Andrew Zimmern

La domanda è PERCHE’? Perché una trasmissione come “Orrori da gustare” sta riscuotendo un grande successo di pubblico tanto da diventare una serie TV molto apprezzata tra il pubblico. Proprio da noi, nel Paese della Cucina con la C maiuscola!

Da questa considerazione abbiamo preso spunto per scrivere questo post. Ne consigliamo la lettura solo a persone che abbiano realmente voglia di approfondire le usanze gastronomiche a noi meno consone e che abbiano fondamentalmente lo stomaco forte!

Con l’affermarsi del processo di globalizzazione, il vasto panorama di culture e tradizioni del mondo sta lentamente procedendo verso la completa e quasi indolore omologazione. Un tempo eravamo soliti immaginare popoli lontani vestiti con abiti esotici e dalle usanze più stravaganti, oggi, forse un po’ malinconicamente, le uniche differenze che riusciamo a cogliere con la nostra quotidianità sembrano essere quelle circoscritte al mero ambito linguistico.

Esiste tuttavia qualcosa di più profondo, qualcosa di intimamente legato alle tradizioni di un territorio che non può mutare sotto i colpi dell’incessante bombardamento mediatico: ovviamente parliamo della cultura gastronomica. Se è vero che “tutto il mondo è paese”, è altrettanto vero che non tutte le cucine sono come quella italiana, per questo motivo oggi vorremmo mettere in guardia i palati dei nostri lettori, segnalando le principali insidie da evitare nel mondo.

Il programma “Orrori da gustare”

Iniziamo il nostro viaggio parlando di un piatto molto apprezzato in oriente e conosciuto nel resto del mondo grazie all’involontaria campagna pubblicitaria operata da un celebre film di Steven Spielberg. Il rito della degustazione del cervello di scimmia, oltre ad essere la grande attrazione di una famosa cena poco apprezzata da Indiana Jones, è una tradizione che affonda le proprie radici in un passato molto remoto, ha delle connotazioni religiose e rappresenta la pratica più barbara ed insensata dell’intero panorama gastronomico del mondo. Esistono vari modi per portare in tavola il cervello di scimmia, questo può essere servito molto freddo come un qualsiasi sorbetto o cotto al vapore per non risultare troppo pesante, tuttavia la vera specialità della cucina cinese è il cervello di scimmia crudo!

Vi risparmiamo i dettagli di questa abominevole pratica, basti sapere che il povero animale viene portato in tavola ancora vivo, e procediamo nel nostro report spostandoci nel vecchio continente. Anche in Europa non è molto difficile trovare pietanze “disgustose”. Se siete amanti del pesce, il vero banco di prova della vostra passione si chiama Lutefisk.

Il lutefisk norvegese

Il Lutefisk, del merluzzo lavorato con frequenti bagni nella soda caustica, è un piatto tipico della tradizione culinaria norvegese, nel quale il pericoloso reagente chimico ha il compito di procedere alla denaturazione delle proteine interne, fornendo al piatto il tradizionale aspetto gelatinoso. Mangiare il Lutefisk è una vera e propria scommessa con la salute, il rischio è quello di incorrere in spiacevoli inconvenienti causati dall’errato procedimento di lavorazione del pesce, tuttavia molti di voi preferirebbero la soda caustica ad un buon bicchiere di Baby mice wine. Diffuso in gran parte della Corea, questo “vino di topi” viene spesso preferito ad altre bevande meno cruente in nome di alcune non meglio precisate proprietà curative.

Questo lo damo ar gatto, questo ar sorcio, co’ questo ce ammazzamo le cimici…Maccarone, m’hai provocato e io te distruggo!

Il processo di lavorazione è molto semplice e prevede l’immersione alcuni di topi ancora vivi, neonati preferibilmente, in abbondante vino di riso. Alcuni esperti coreani non esitano a definire il “Baby mice wine” come un prodotto di qualità superiore a quella di molti altri vini apprezzati nel mondo, stilando un elenco di caratteristiche organolettiche variabili in relazione al periodo di fermentazione della bevanda che può oscillare dai tre giorni fino a quasi un anno.

Scoprire tradizioni lontane è una pratica che da sempre ha affascinato l’uomo e forse, per meglio comprendere determinate abitudini alimentari, dovremmo semplicemente spogliarci dei pregiudizi che inevitabilmente portiamo con noi. L’Italia è il paese della cucina, la culla mondiale del gusto e del piacere della tavola, tuttavia anche dalle nostre parti non mancano i piccoli “orrori” da gustare, ma questa è già un’altra storia!

 

Ps: Ci scusiamo se qualcuno avrà trovato inopportuno leggere tali scempi su un blog come questo, ma crediamo che sia giusto parlare di argomenti che coinvolgano a 360 gradi il tema dell’enogastronomia. Anche in difesa di ciò che davvero non possiamo non definire buono, genuino, Italiano. In fin dei conti, paese che vai…