Condividere è diventato ormai parte delle nostre abitudini: lo facciamo con frasi e foto per accorciare le distanze con i nostri cari oppure con i mezzi di trasporto per risparmiare, ma lo possiamo fare anche con il cibo, condividendo la nostra …dispensa!

Proprio così. Partiamo da un dato: il 5 febbraio è stata celebrata la prima “Giornata nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare” al fine di sensibilizzare la popolazione su questo aspetto. Nello specifico, la FAO sottolinea che ogni anno sarebbero 1,3 milioni le tonnellate di cibo che vengono gettate, l’equivalente di un terzo di tutto il cibo prodotto.

Condividere il cibo

Premesso questo, sarebbe auspicabile evidentemente, apportare qualche piccolo cambiamento nelle nostre abitudini quotidiane: allora perché non utilizzare appunto la modalità  della condivisione, sempre più cara alle nuove generazioni? In diversi Paesi stanno nascendo siti web dedicati proprio a combattere questa tendenza attraverso il food sharing.

Si tratta di piattaforme finalizzate all’incrocio di domanda e offerta:  ad esempio pensiamo ai ristoranti e agli altri esercizi commerciali costretti a dover smaltire consistenti quantità di cibo prossime alla scadenza; in questo modo basterà solo qualche click e sarà possibile dirottare il cibo in modo funzionale, destinandolo a chi ne ha più bisogno.

Una tendenza mondiale

Ovviamente gli utenti devono essere guidati dal buonsenso, evitando di mettere in piazza prodotti scaduti o di cattiva qualità. Qualora però le quantità di uno stesso alimento risultassero troppe rispetto al fabbisogno  e questo  rischiasse di finire nella spazzatura, si può far riferimento alla piattaforma.

In Germania questa tendenza sta prendendo sempre più piede e verrà portata anche in Svizzera e Austria, poi gradualmente nel resto dell’Europa: si diventa membri  versando una quota e poi si può partire tranquillamente con le condivisioni.

NO agli sprechi

In Italia la piattaforma si chiama I Food Share e consente a privati e aziende di mettere a disposizione alimenti di ogni genere: una sorta di dispensa virtuale a cui possono attingere enti come la Caritas. L’idea è nata in Sicilia da quattro ragazzi interessati a contribuire ad una migliore educazione alimentare: le differenze col sito tedesco riguardano proprio gli utenti, nel senso che i nostri connazionali hanno messo la loro idea esclusivamente al servizio di persone bisognose, al contrario in Germania si pone come un servizio per tutti.

Salvaguardare la salute del pianeta

La condivisione dunque come iniziativa che mira alla tutela dell’ambiente e ad eliminare gli sprechi: ed è questo l’aspetto che sta a cuore ai suoi utilizzatori. Il fondatore del sito tedesco, Rafhael Fellmer parla della volontà di creare un nuovo modello sociale: un nuovo tassello per andare dunque incontro ad un cambiamento, in meglio,  delle nostre abitudini e salvaguardare la salute del nostro pianeta