L’Abruzzo è una regione dove la cultura dell’entroterra permea ancora oggi in modo predominante nelle tradizioni enogastronomiche. Troveremo pertanto anche qualche piatto di mare,  dal momento che si affaccia sull’Adriatico  e  questo fa della pesca una delle attività del posto, tuttavia la maggior parte delle pietanze vertono su elementi delle tradizione contadina e pastorale.

Gli inimitabili arrosticini di pecora abbruzzesi

I prelibati salumi e i formaggi dell’ Abruzzo sono l’ideale per un antipasto gustoso: pecorino, caprino e caciocavallo; famose le salsicce e i salumi tra cui la mortadella di Campotosto, quest’ ultima proveniente da una tradizione che risale a più di 500 anni fa e che si rivela una prodotto di non facile reperibilità nella versione originaria.

Una serie di formaggi abbruzzesi

La carne occupa pertanto un posto di rilievo nelle cucine del luogo in particolare quella di pecora, gustata negli arrosticini alla brace, accanto al capretto. Il pesce invece viene gustato in brodetti con pomodoro e peperoncino.

Le “scippelle”

Come ogni tradizione gastronomica italiana che si rispetti anche in Abruzzo il re dei pranzi è il primo piatto, composto con pasta fatta in casa. Gli gnocchetti “a casce e ova” vengono conditi con uova e pecorino, poi insaporiti con un soffritto di pancetta invece  le “scrippelle ‘mbusse” sono delle piccole frittelle a cui viene aggiunta scamorza e pecorino e successivamente immersi in un brodo di carne.

Pasta “casce e ova”

La pasta alla chitarra è molto consumata. Si tratta di una pasta all’uovo chiamata in questo modo per lo strumento necessario alla sua lavorazione che ricorda appunto una chitarra. In genere viene condita con ragù di carne. A metà strada tra Lazio e Abruzzo la paternità degli spaghetti all’Amatriciana: Amatrice fino al 1927 faceva parte della provincia de L’Aquila, poi è stata inglobata in quella di Rieti.

Coltivazione di zafferano dell’Aquila

Ma l’Abruzzo è ricco di prodotti della terra, alcuni sotto la denominazione D.O.P. e I.G.P.: diversi i salumi, la carne del Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale I.G.P., vari tipi di olio extravergine di oliva a denominazione D.O.P. e lo Zafferano dell’Aquila D.O.P.; di quest’ultimo, coltivato in particolare nella piana di Navelli, sono state ritrovate testimonianze nel 1300 anche se si pensa che la sua presenza risalga ad un periodo precedente quando fu introdotta a Navelli dal monaco domenicano Santucci. La tipologia di zafferano di cui parliamo è diversa dalle altre proprio perché in genere questa pianta richiede un clima mite, al contrario di quello che si verifica in queste zone. Si tratta di un aspetto che dona particolarità al prodotto, assieme  all’utilizzo di metodi di coltivazione che sono stati trasmessi da una generazione all’altra.

I bocconotti

Insomma primi, secondi, spezie ma anche dolci, vini e liquori per intervallare i pasti in modo piacevole e concluderli con grande enfasi. E quando si parla di dolci abruzzesi ci si addentra in sapori decisamente corposi dalle materie prime semplici, come i Bocconotti, composti da pastafrolla e un ripieno di marmellata, crema pasticcera o cioccolato; dalle zone di Pescara abbiamo il Parrozzo, di forma semisferica, preparato con semolino (o farina), zucchero, fecola, mandorle, scorza di arancia o limone, il tutto ricoperto di cioccolato.

Ferratelle abbruzzesi

Famosissimi i Mostaccioli (con il mosto), le Ferratelle (cialde biscottate percorse da rombi), le Sise delle Monache (doppio strato di pan di spagna con crema pasticcera).

Capitolo a parte meritano i confetti di Sulmona. Fu proprio qui che nel XV Secolo A.C. si iniziarono ad utilizzare i confetti come decorazione per fiori e rosari ad opera delle suore del Monastero di Santa Chiara. Percorrendo il centro storico di Sulmona, costellato da diversi negozi di confetti, è chiaro constatare come questo prodotto abbia assunto per la gente del luogo, non solo un prodotto da gustare ma anche un oggetto complice della fantasia di chi con estro riesce a creare vere e proprie sculture colorate: fiori, farfalle, costruzioni più strutturate..camminando per le strade i desideri del gusto lasciano spazio subito all’appagamento della vista.

I famosi confetti di Sulmona

Si producono utilizzando delle caldaie dette bassine che contengono saccarosio. All’interno, un processo di evaporazione consente di ottenere il noto strato di zucchero sulla mandorla e dà il via a fasi successive che richiedono tempi molto lunghi, anche di tre ore.

Per concludere non possiamo esimerci dal citare l’apprezzato Montepulciano d’Abruzzo D.O.C., prodotto nei dintorni di Chieti, dal colore rosso rubino intenso con sfumature violacee e dal sapore pieno, ottimo per accompagnare soprattutto i secondi di carne.

Una visita in Abruzzo è d’obbligo