Nell’ immaginario dei più i fiori in cucina sono solo dei deliziosi ornamenti ma con grande sorpresa  abbiamo scoperto quanto l’utilizzo di questi possa essere particolare nell’ambito di alcune ricette. Elementi però da non prendere alla leggera come potrebbe sembrare, dal momento che la presenza di eventuali sostanze non commestibili o addirittura tossiche rischierebbe di provocare episodi a dir poco spiacevoli. ll consiglio è quello di informarsi prima di utilizzare una determinata specie e di prestare la massima attenzione alla provenienza: alcune specie, come l’oleandro, sono addirittura velenose. Inoltre il fiorista utilizza sostanze per mantenerli in uno stato vivace che tuttavia nella maggior parte dei casi possono essere tossiche, adoperiamo solo fiori di cui conosciamo gli interscambi con l’esterno, come quelle coltivate da noi. E’ importante inoltre, nella preparazione, rimuovere pistilli e gambi.

Il libro di Lina Marenghi

Lina Marenghi ha scritto, a tal proposito, un libro dove sono state raccolte solo ricette con i fiori (“Cucinare con i fiori” , Priuli&Verlucca editori): chi avesse la possibilità di sfogliarlo scoprirebbe, accanto ai conosciutissimi fiori di zucca, la presenza di fiori come la malva, proposta con gli gnocchi, della ginestra ( in insalata) e delle rose ( con gamberetti  e mele). Ma l’utilizzo dei fiori in cucina non è una delle mode del momento, bensì una particolare modalità per dare alle ricette una ventata di originalità che ritroviamo già nella cultura greca e romana dove venivano adoperati per insaporire il vino: frequente per i romani l’uso dei petali di rosa all’interno di specifiche pietanze.

Dolci fiorati

Come accennato, nella nostra cultura sono diffusissimi i fiori di zucca fritti e l’aroma dei fiori d’arancio nella pastiera, uno dei piccoli accorgimenti che la rendono unica nel suo genere. La popolazioni del Sahara utilizzavano proprio un’acqua ai fiori d’arancio per rigenerarsi nelle torride giornate di viaggio. E cosa dire allora della pianta del girasole, da cui oggi ricaviamo l’olio?Nella gastronomia giapponese non è difficile imbattersi nei crisantemi, dal sapore amarognolo. Lina Marenghi li propone persino nel suo libro, nella versione in pastella. Sfogliando il libro inoltre veniamo folgorati dai molteplici utilizzi della rosa: abbiamo parlato prima del risotto con gamberetti, mele e rose, ma oltre a questo l’autrice illustra ad esempio il risotto con le roselline, dove la rosa canina viene proposta come vera protagonista del piatto accanto ai funghi. Inserita verso fine cottura si sposerà al profumo dei funghi addolcendone le note decise.

Mettete i fiori nei vostri…piatti!

Si potrebbe preparare un menu con la rosa come filo conduttore, abbinando a questi primi le rose al forno, sempre descritte dalla Marenghi, preparate con una spennellata di zucchero, o spargerle su una semplice crostata o su una classica macedonia. E per finire in bellezza un profumato liquore alla rosa o una grappa aromatizzata.

Scopriamo anche che la tradizione gastronomica veneta propone tra gli altri piatti un risotto alla malva, con riso venere, cipolla, vino bianco e brodo.      Ma a prescindere dalla ricette che troverete, una volta acquisite informazioni sulla loro commestibilità, potrete utilizzare i fiori nei modi che vi ispirerà la vostra fantasia: per le insalate e le macedonie potreste utilizzare la viola, dal sapore simile alla menta o  il narsturzio, se amate le note piccanti; per i dolci ad esempio l’ibisco, la lavanda o la verbena odorosa.

Un’insalata di fiori

Ma è nella preparazione dei tè che i fiori vengono utilizzati con vera e propria maestria dalla notte dei tempi: i cinesi da millenni preparano tè aromatizzati ai fiori, come quello al gelsomino. Sempre con questo fiore essi preparano marmellate e altre ricette. Si abbina molto bene a pietanze dolci. Ricordate che esistono varietà di gelsomino non commestibili, quindi attenzione prima di consumarli. La tradizione del tè ai fiori risale alla dinastia Tang: in particolare il tè al gelsomino viene preparato con tè verdi, neri  o oolong.

Tè ai fiori

La loro preparazione richiede molta meticolosità. La raccolta dei fiori avviene al mattino e durante il giorno vengono collocati in un luogo fresco per evitare che si schiudano. La sera, quando iniziano a sbocciare vengono collocati assieme al tè per circa quattro ore. I tempi di preparazione variano a seconda della tipologia: quelli più pregiati richiedono più tempo.

Oltre alle raccomandazioni già riportate vi ricordiamo di lavare bene i fiori e asciugarli con un panno asciutto prima dell’uso. Una volta prestati questi accorgimenti…che la primavera sia con voi