Consigli per una dieta equilibrata

I peccati di gola rappresentano da sempre una delle tentazioni più irresistibili per tutto il genere umano. Il “troppo mangiare” è stato spesso considerato indice di debolezza di spirito e, purtroppo, talmente demonizzato da essere accomunato a peccati ben più gravi ed inserito nella lista dei sette vizi capitali. Conosciamo perfettamente i rischi di un’alimentazione poco corretta, tuttavia non mancano anche in questo campo alcuni luoghi comuni e miti da sfatare. Armiamoci dunque di forchette e coltelli ed iniziamo ad eliminare i residui di un errato modo di considerare il cibo.

SI al pane!

Iniziamo con lo sfatare il mito secondo il quale la pasta ed il pane sarebbero alimenti da eliminare progressivamente dalla nostra dieta in quanto fonte di grassi e carboidrati in eccesso. Precisiamo innanzitutto che 100 gr. di pasta al pomodoro contengono appena 370 kcal, in pratica nulla se considerate all’interno di una dieta ipocalorica che prevede circa 1000 kcal a pasto! In aggiunta a tutto ciò c’è anche da precisare che i carboidrati complessi presenti all’interno della pasta e del pane, contribuiscono ad aumentare il senso di sazietà subito dopo un pasto e forniscono all’organismo zuccheri a rapido assorbimento che rappresentano la primaria fonte di energia per sforzi costanti.

Luoghi comuni sull’olio

Altra leggenda metropolitana sul cibo, riguarda uno dei prodotti tipici della tradizione enogastronomica del nostro centro Italia: l’olio. Da sempre ci è stato insegnato che l’intensità del colore verde nell’olio è sintomo ed indice di un prodotto di alta qualità. Niente di più falso, il colore dell’olio non deve essere messo in relazione con la bontà dell’olio. Ovviamente il colore verde affascina per intensità e spesso può essere indice di un prodotto fresco e giovane, tuttavia i degustatori di olio utilizzano diversi accorgimenti per non lasciarsi influenzare nella loro valutazione da alcun elemento cromatico, consigliamo dunque di scegliere prodotti assolutamente certificati e di trascurare quanto ci è stato trasmesso dalla tradizione popolare.

Mix di formaggi

Passiamo adesso ad una “cattiva” notizia per tutti gli amanti del buon cibo ed in particolare dei formaggi. Molti tendono a preferire determinati formaggi freschi in quanto considerati meno grassi rispetto a tutti quelli stagionati: niente di più sbagliato! Mozzarella, robiola e parmigiano hanno in linea di massima la stessa percentuale di grassi e, con buona pace degli appassionati, nessun formaggio può essere considerato veramente “magro”. La palma del latticino più “light” va alla ricotta con il suo non trascurabile 12% di grassi, al secondo posto la mozzarella con il 25% ed al terzo gli stagionati con oltre il 35% di grassi, maglia nera il mascarpone con il suo 45%!

Zucchero bianco o di canna?

Passiamo adesso al vero nemico del nostro giro vita: lo zucchero. Ancora oggi qualcuno pensa che lo zucchero di canna sia meno calorico rispetto a quello tradizionale; la differenza tra le due tipologie di zucchero è davvero minima, praticamente irrilevante, lo zucchero bianco ha un quantitativo calorico di circa 392 kcal per ogni 100 gr. contro le 380 kcal dello zucchero bianco. La vera arma a favore dello zucchero di canna sta semplicemente nel maggiore apporto di sali minerali per il nostro organismo, in particolare del potassio, del calcio e del ferro.

Anche la carne rossa indicata per gli anemici

Concludiamo infine con un consiglio e monito destinato a tutte le mamme: la carne rossa non è l’unica soluzione per l’anemia. Carne bianca e carne rossa sono entrambe utili per fronteggiare ogni eventuale carenza di ferro, quindi non serve disperarsi se il proprio bambino preferisce il tacchino (0,9mg/100gr.) al maiale (1mg/100gr.).

Imparare a mangiare bene è un dovere che abbiamo nei confronti del nostro organismo, l’importante è cambiare sistema alimentare in modo consapevole senza influenze provenienti da sedimentazioni culturali assolutamente errate.