La cucina napoletana con i suoi piatti è ormai famosi in tutto il mondo. Come la pizza, entrata in ogni Paese del mondo, ma è sempre forte l’ancoraggio della cucina napoletana alle tradizioni del territorio, mantenendo sempre stretta la sua identità.  La dominazione francese e quella spagnola hanno dato origine a due tipi di cucina, una semplice, composta di ingredienti contadini, l’altra più sofisticata, proveniente dagli ambienti  aristocratici. Tipologie che si sono poi mescolate portando alla luce composizioni  fantasiose.

Molti prodotti della cucina napoletana traggono la loro origine al periodo greco-romano, come ad esempio  la colatura di alici di Cetara, che deriva dal garum romano ovvero un composto fatto di  interiora di pesce utilizzato dai Romani come condimento.

La pastiera napoletana

Ancora, l’utilizzo del grano nella pastiera potrebbe essere legato ai riti di fertilità.  Ma Napoli potrebbe essere definito uno dei templi della cucina. Proprio qui  che agli inizi del trecento venne scritto un libro di cucina da un cortigiano del Re Carlo II d’Angiò.

La pizza margherita, il simbolo della cucina napoletana

Parlare di cucina napoletana vuol dire in primis sottolineare la nascita della pizza. Anche in questo caso le origini del nome provengono dal latino “pinsere” ovvero “schiacciare”. E’ risaputo che la pizza margherita, nacque in onore della regina Margherita di Savoia nel 1889. I colori sono quelli del tricolore, dati da pomodoro, mozzarella e basilico. Certo è che già prima di questo evento la pizza era popolare, tuttavia il merito dei napoletani risiede nell’aver inserito gli ingredienti sulla pasta prima della cottura in modo che questi venissero assorbiti al suo interno.

Altro elemento molto utilizzato nella cucina napoletana è la pasta di grano duro. Prima dell’avvento dei pomodori veniva abbinata a una ampia varietà di verdure come i broccoli.  La pasta con pomodoro fresco e basilico viene preparata, nella versione tradizionale, con il Pomodorino del Piennolo del Vesuvio DOP, ma va benissimo anche il San Marzano o la varietà pachino.

Pomodorino DOP nella cucina napoletana

Ricordate sempre che per quanto semplice sia la ricetta è fondamentale utilizzare ingredienti di ottima qualità per ottenere un risultato eccellente. Vi consigliamo ad esempio la famosa pasta di Gragnano. I condimenti a base di pomodoro e mozzarella sono sempre molto presenti, come negli gnocchi alla sorrentina. Tra gli altri primi caratteristici, il sartù di riso, correlato più agli ambienti aristocratici, fatto con piselli, funghi, sugo, provola carne.

Pasta di Gragnano

Secondo la tradizione dovrebbe essere composto anche da fegatini. Retaggio di tradizioni povere, la pasta con i legumi e la frittata di maccheroni, che si cucinava proprio per non sprecare gli avanzi di pasta.Se vi piace potete aggiungervi altri ingredienti come prosciutto e parmigiano.

La preparazione della frittata di maccheroni

Tra i secondi piatti spaziamo con disinvoltura dalla carne al pesce. Dalle salsicce e friarelli ai polpi alla luciana, con olive, capperi e pomodoro.  Altri metodi di cottura, come all’acqua pazza, fritture o sautè vengono utilizzati per diverse tipologie di pesce. Il capitone fritto e il baccalà fritto vengono consumati durante le feste. La carne viene preparata alla pizzaiola. L’agnello viene consumato soprattutto durante le feste, spesso con patate e piselli al forno; il coniglio preparato all’ischitana, il cui sugo va benissimo anche per condire la pasta.

Filetti di baccalà fritti

Tra i contorni il gatò di patate, ricette che utilizzano peperoni e melanzane cucinati in mille modi, e fritture come la mozzarella in carrozza e gli sciurilli, ovvero i fiori di zucca pastellati.

Gli sciurilli napoletani

Nella cucina napoletana troviamo anche una serie di dolci bontà a cui resistere è un vero peccato: cosa dire dei buonissimi babà? Questi sono costituiti da pasta lievitata e imbevuti di rum anche se vengono utilizzati anche altri liquori. Ancora, possiamo gustare i roccocò, delle ciambelline alle mandorle, i susamielli,dalla tipica forma ad S, aromatizzati con cannella e noce moscata, la torta caprese, con mandorle e cioccolato.

Il dolce simbolo della cucina napoletana

Capitolo a parte meritano due prodotti davvero inimitabili della cucina napoletana: la sfogliatella e la pastiera. La prima nacque sulla Costiera Amalfitana dove una suora aggiunse ad una porzione avanzata di pasta di semola, altri ingredienti, come limoncello e frutta secca, ricoprendo il tutto con pasta sfoglia ed ecco qui nascere una delle creazioni più di successo del repertorio gastronomico italiano.

La pastiera, come abbiamo accennato prima, è caratterizzata dalla presenza di grano, canditi, cannella e scorze d’arancia: oggi ne esistono di numerose varianti, tra cui quella che abbiamo degustato qui al Pikkio, realizzata dalla Chef Stella Ricci, aromatizzata con Vaniglia del Madagascar.

Un goccio di limoncello per digerire

Concludiamo, come ogni pranzo che si rispetti, con il limoncello e il caffè.

Il limoncello fatto con i limoni di Sorrento è uno dei più rinomati.

 

Il caffè napoletano famoso in tutto il mondo

Il caffè napoletano è famosissimo in tutto il mondo per le sue caratteristiche: sarà l’acqua utilizzata o altro? Insomma,originariamente preparato nella cosiddetta cuccumella, è ancora oggi ampiamente apprezzato