Si può essere fashion victim anche nel food: in questi anni stiamo assistendo all’avvicendarsi di curiose tendenze ma quella del sushi e più in generale della cucina giapponese, iniziata in Occidente come moda, sta prendendo piede sempre più consistentemente.

Sarà merito forse del basso contenuto calorico dei piatti o dello stravolgimento dell’ordine delle portate  ( dimenticatevi del primo e del secondo, il menù apparirà ai vostri occhi nella sua globalità),che  l’Occidente ha ormai designato la cucina giapponese tra le più valide alternative ad abitudini  ormai consolidate dalla storia. Sapori semplici sono coadiuvati da un’atmosfera dove i dettagli riportano al concetto di precisione e rigore, che si estrinseca specie nel sevizio.

Il sushi

Ma calarsi in questo mondo vuol dire abbracciare non solo una specializzazione gastronomica bensì un vero e proprio universo, fatto di cerimoniali e cultura dove mangiare diventa un rituale. L’influenza del buddhismo in particolare nei suoi aspetti di rispetto per tutto ciò che è vivo, ha portato ad un consumo preminente di prodotti derivanti da mari e fiumi. E’ lo shintoismo invece a permeare nella presentazione dei piatti. Preparare una pietanza vuol dire innanzitutto esaltare la natura, senza abbondare, che la renderebbe volgare.

La cucina giapponese è caratterizzata da portate dove il riso al vapore rappresenta quasi una costante; il riso infatti è talmente rilevante in questo contesti che lo stesso termine “pasto” viene tradotto con il corrispondente termine giapponese “mangiare riso bollito”. Il riso infatti accompagna verdure e pesce, pensiamo al sushi, un piatto che affonda le sue origini circa nel 4° secolo. All’epoca nacque come metodo per la conservazione del pesce. Quest’ultimo infatti veniva eviscerato e collocato nel riso cotto con l’aggiunta di sale. Successivamente si diffuse l’abitudine di mangiare questo riso con il pesce.

Nigiri-sushi

Il sushi così come lo conosciamo oggi nacque nel  1800. Il nigiri-sushi nacque per strada dove per conservare il pesce si usava marinarlo aggiungendo sale e salsa di soia. Il sistema a nastro per servire le portate invece fu creato da Yoshiaki Shiraishi, proprietario di un ristorante di sushi: fu introdotto così il kaiten-zushi (sushi girevole).Il pesce è da sempre un must per i giapponesi e nel sushi trova la massima espressione, spesso con wasabi, una speciale pasta ottenuta dalla radice di Wasabia Japonica e salsa di soia. Possiamo trovare il sushi nella forma dove il riso assieme a verdure e pesce viene posto in un rotolo fatto di una foglia d’alga.

Asa Gohan, la tipica colazione giapponese

Ma il paese del Sol Levante possiede una tale ricchezza gastronomica che sarebbe riduttivo qualsiasi tentativo di sintesi. La colazione ad esempio è più simile a quella britannica, sul salato. Chiamata Asa Gohan nella versione tradizionale prevede riso scondito, carne, pesce, sottaceti e verdure. Non è raro trovare queste pietanze servite in scatole di legno assieme a fornelletti per consentire il riscaldamento espresso.

L’ordine e l’organizzazione della cultura giapponese è visibile, come dicevamo, dalla presentazione stessa delle pietanze, basti pensare al Bento, tipico pranzo dove un contenitore dai diversi scomparti contiene diversi alimenti. I giapponesi lo utilizzano per mangiare al lavoro.

Il Takoyaki

Tra le pietanze a base di pesce il Takoyaki è molto impegnativo da preparare; si tratta di polpettine di polpo con porro e formaggio che richiedono per la cottura una particolare piastra che conferisce al composto la caratteristica forma sferica.Tra le particolari ricette tipiche abbiamo particolari zuppe e minestre tra cui il DobinMushi, contente funghi, pesce e germogli di bambù,  il Misoshiru, contenente il miso, composto da soia, alga e pezzetti di tonno e infine il ChawanMushi , con uova e brodo di pesce.

Yakitori

Ma la cucina giapponese prevede anche specialità di carne. Ottimo lo Yakitori, spiedino di pollo, un’idea molto carina da copiare per i nostri buffet; per prepararli basta alternare negli spiedini pezzetti di pollo con verdure e spennellarli con una salsina composta da salsa di soia, sake (una bevanda tipica), mirin (bevanda simile al sake) e zucchero disponendoli poi sulla griglia. Altro piatto a base di carne, questa volta di manzo, significativo il Sukiyaki, con tofu e verdure, oltre che salsa di soia e sakè.

 

Il ramen

E se è vero che il riso è il nostro corrispondente della pasta per i giapponesi, questi ultimi hanno anche un alimento molto simile alla nostra pasta: i ramen, simili a spaghetti e fatti di grano e uova e i soba, sempre di grano saraceno.

E come non menzionare il tofu, essenzialmente un formaggio che si ottiene dai fagioli di soia, tra le cui proprietà abbiamo l’alta digeribilità e importante fonte di proteine vegetali.  Tra le bevande conosciamo tutti la fama dei tè provenienti dal Sol Levante, ma di questo ne parleremo nei prossimi post….

Il nostro viaggio continua…

またね(a presto)