Continuiamo a deliziarvi con i dolci natalizi delle tradizioni regionali italiane: oggi parleremo di quelli fritti, che sono davvero particolari e diffusi, nella maggior parte dei casi nelle zone del centro-sud.

Le cartellate, diffuse in Puglia e Basilicata, vengono preparate anche durante il Carnevale, come d’altronde le frappe, tuttavia si tratta di prodotti che, proprio per la loro particolarità, si possono trovare sulle tavole delle feste più importanti dell’anno, come il Natale. Vengono preparate semplicemente con farina, olio e vino e guarnite con miele o vincotto. Il risultato è una serie di striscette dai bordi zigrinati e arrotolate a formare delle spirali.

Porcedduzzi

Le loro origini sarebbero antichissime. Sono state raffigurate immagini riconducibili ad esse, addirittura in una pittura rupestre ritrovata in puglia e risalente circa al VI secolo a.C.. Puglia e Basilicata sono le protagoniste di tanti altri dolci natalizi fritti. Tra questi anche i purcedduzzi che si presentano dalla forma di gnocchetti e dalla superficie caratterizzata da piccole palline in rilievo, ottenute passandola sulla parte interna della grattugia.

Pettole

Sempre dal sud Italia  provengono le pettole, fatte di pasta lievitata, dalla forma di palline o ciambelline, come si usa fare in alcuni paesi della Basilicata. Possono essere arricchite in superficie con zucchero o miele o gustate nella versione salata, con alici. Secondo la tradizione pugliese vengono preparate in due occasioni in particolare: a Santa Cecilia (22 novembre) e Immacolata (8 dicembre). Il momento della frittura diviene una festa dove, tra una pettola e l’altra la famiglia si riunisce, mentre qualcuno, facendo il vago, cerca di rubare scherzosamente  le prime pettole calde.

Struffoli

Dalla tradizione napoletana invece provengono gli struffoli, introdotti dai greci, infatti la stessa parola  deriva dal greco “strongoulos”(arrotondato). Sono composti da uova, farina, burro e zucchero, poi fritti nell’olio e ripassati nel miele. Per rendere più allegro il tutto, vengono guarniti con codette colorate, zucchero e canditi.A partire da questa versione ne abbiamo altre molto simili nel resto del nostro Paese. Nel Lazio e altre regioni del centro abbiamo la cicerchiata, che non viene considerata un dolce natalizio ma di Carnevale, così come le castagnole.

Cururicchi

Calabresi i cururicchi, con un impasto di patate e dalla forma di ciambelline, anche questi ovviamente fritti e le anime beate, sempre di farina e cosparsi col miele.

Facciamo un volo e arriviamo in Trentino, dove vengono preparati i Kiachl, ciambelle di pasta lievitata e fritte. In alcuni casi viene creato uno spazio al centro per collocare della marmellata. Se amate frequentare i mercatini di Natale, potrete trovarli proprio durante le strade dove questi si svolgono e sarete attirati subito dal loro profumo invitante.

Kiachl

Insomma, per generazioni, le fritture di dolcetti sono state il modo per iniziare le feste riunendo la famiglia intorno ai fornelli: ancora oggi la cucina è il collante che crea emozioni, discorsi ma soprattutto atmosfera, specie durante il Natale, quando le temperature basse invogliano a consumare cibi calorici.

Allora continuiamo a diffondere queste usanze, coinvolgendo tutti, ma proprio tutti i componenti della nostra famiglia, e le feste si tingeranno di colori sempre più vivi e caldi