In principio furono le ricette, ma ora non bastano più. Il cibo è diventato una presenza sempre più importante nella home page dei nostri profili Facebook caratterizzandosi come uno degli argomenti che sembrino raccogliere, più di altri, il consenso.  E allora via a foto dai contorni quasi erotici  e dai primi piani suadenti. Proprio così, perché ormai è diventato l’oggetto dei nostri desideri.

L’aspetto interessante e che lo differenzia da altri, pur ambitissimi, è l’ampia platea di followers che riesce a raccogliere. Le aziende se ne sono accorte da un bel pezzo. Non bastano i siti web e le pagine dedicate, a mostrare in bella vista foto di piatti “ammiccanti”, ora si aggiungono anche gli utenti. Grazie ad applicazioni ad hoc, tentano di fare uscire il fotografo provetto che è in loro.

Il cibo la vera star

Ed ecco semplici piatti di pasta al sugo diventare protagonisti di commenti dell’ultima ora (magari proprio quella di pranzo) dove si esprime la bramosia nei confronti di quel piatto, oppure panini con la mortadella attivare pensieri quasi allucinatori su profumi e fragranze, che immancabilmente vengono palesati sui post.

Ora però c’è chi non ne può più e ha deciso di dirlo al mondo. Nasce così la pagina Facebook contro i fotografi del cibo, una caricatura che sottolinea in modo ancor più vivace questo fenomeno. In questa pagina saranno i fotografi della porta accanto, gli improvvisati,  i protagonisti degli scatti, con annesse le tanto contemplate pietanze nel bel mezzo di uno scatto, e l’obiettivo di certo non sarà quello di esaltare la loro creatività. Le uniche foto ammesse qui sono solo quelle ritraenti chi fotografa pietanze servite in un locale.

No foto grazie

C’è veramente di tutto…anche chi immortala un cappuccino. Andando più a fondo La Repubblica ha dedicato un articolo proprio a questi aspetti, in particolare a chi diventa ossessionato dalle immagini sul cibo, condividendo solo questo tipo di informazioni e senza includerne altre quali il contesto, la compagnia o altro. In questi casi, come spiegato dalla dott.ssa Taylor, dell’Università di Toronto, questo potrebbe essere il segnale di un problema. Ma l’attenzione esagerata per il cibo investe non solo il web ma anche altri ambiti dove l’individuo cerca di esprimersi.

FoodPorn e la mania della condivisione

Tra professionisti e profani  impazzano foto sul cibo, talmente attraenti da suggerire un immediato collegamento con la sfera erotica al punto che si parla di foodporn. Il riferimento al pornografico nasce dalle presentazioni di piatti molto calorici e per questo fonti di tentazioni, nei confronti dei quali come magra consolazione non resta che guardarli, quasi a volerli mangiare con gli occhi. E allora visto che tutto avviene solo visivamente perché non esagerare? Di qui la presenza di generosi strati di panna e co. , oppure condimenti pesantissimi ma strabordanti e invitanti che vengono resi allettanti anche grazie ad effetti grafici che esaltano contrasti e luminosità.Avete mai prestato attenzione anche ai programmi di cucina? Le inquadrature dei piatti preparati in quattro e quattr’otto alla fine ottengono presentazioni che non temono neanche i più esigenti stylist. E noi lì, con gli occhi spalancati.

E se c’è chi gioca su questa mania, facendone un fenomeno da baraccone, c’è anche chi ci crede. Su Flickr le immagini di questo tipo sono moltissime. Ma molti ristoratori ne hanno abbastanza, di qui la decisione di alcuni di essi di proibire ai clienti di fotografare i piatti. Ha iniziato a lamentarsi di questo lo chef  Dave Bouley  cui si sono accodati altri. Si finirà col richiedere il copyright sui piatti?

Scatta e condividi

Al di là dei casi davvero eclatanti,a volte purtroppo patologici, il fenomeno del FoodPorn si innesta nella più generica diffusione dell’interesse per il cibo, accanto a quello della popolarità degli chef, piuttosto che dei tutorial in questo settore, perché se tutti oggi si sentono fotografi del cibo, tutti si sentono anche chef, piuttosto che esperti foodblogger, e questo è uno dei tanti prodotti dell’utilizzo del web.

Qualcuno una volta ha detto che “lo specialista più consultato è Dr. Google”: grazie a filmati, recensioni e post diventiamo esperti di qualsiasi argomento e non solo! Dopo aver fatto due o tre tentativi ci sentiamo già in grado di poter dispensare consigli ad altri utenti. Meccanismi questi, indubbiamente utili ma non staremo rischiando l’esasperazione? Questo, probabilmente potrebbe accadere per il settore del Food ma non ora