Torrone per tutti i gusti

Le tradizioni sono la base della nostra cultura, anche in campo alimentare. Esiste tutto un mondo di gesti e sapori tipici che colleghiamo a momenti specifici della nostra vita, un mondo che si muove nel silenzio apparente della nostra anima e che fin da bambini abbiamo imparato a rispettare e rendere nostro. Un esempio, che Natale sarebbe senza torrone?

Il torrone, a differenza del panettone o del pandoro, non viene collegato direttamente alle festività natalizie, ma ne rimane indiscutibilmente uno dei simboli più rappresentativi. Il termine “torrone” deriva dal latino “torrere”, tostare, ed è un dolce abbastanza semplice da preparare e diffuso in modo uniforme nella cultura gastronomica del nostro paese. Ma cosa sappiamo davvero del torrone? Iniziamo con il precisare che, nonostante l’esperienza dimostri spesso il contrario, non esiste affatto il torrone duro!

Mandorlato o nocciolato? Bianco o al cioccolato?

Le uniche varietà esistenti di questo dolce sono la versione morbida, molto pastosa e poco impegnativa da mangiare, e la variante friabile, dura ma che si sbriciola in bocca. Diffidate dunque dal torrone che non riuscite a masticare, si tratta sicuramente di un prodotto di bassa qualità. La differenza tra le due varianti è dovuta a molti fattori, dal diverso grado di cottura dell’impasto alla composizione generale della ricetta, tuttavia il vero dilemma per ogni goloso è la scelta tra mandorlato e nocciolato.

Il torrone aquilano

Ovviamente mandorlato e nocciolato rappresentano solo due, le più tradizionali, delle possibili scelte che offre il mercato: esiste la variante aquilana, prodotta fin dal XIX secolo, che prevede l’aggiunta di cacao al tradizionale impasto, la variante del nord-ovest d’Italia che prevede la combinazione tra il torrone classico e una glassa di cioccolato (bianco o nero poco importa), la variante siciliana che consiste in un tenero strato di pasta di mandorle ricoperta di cioccolato o di glassa di zucchero fondente. E non finisce qui.

Torrone siciliano

Abbiamo anche il torrone gelato, molto diffuso in Calabria, preparato attraverso l’utilizzo di essenze di agrumi e zucchero fondente; il torrone di Guardiagrele, tipico del comune di Guardiagrele in Abruzzo, molto simile al croccante e composto da mandorle intere tostate mescolate a zucchero, frutta candita e cannella. Insomma, come spesso avviene per molti piatti tipici della nostra tradizione culinaria, potremmo dunque concludere con un bel “Paese che vai, torrone che trovi”.

Torrone gelato

Fortunatamente il campanilismo è qualcosa che non investe il campo del gusto, quindi mettiamo da parte la nostra personalissima provenienza geografica e scegliamo il dolce di natale che maggiormente preferiamo in relazione al gusto.

Forse la magia del Natale è proprio quella di vedere un milanese gustare un bel pezzo di torrone di Caltanissetta o un reggino preferire al suo torrone gelato un più “polentone” torrone al cioccolato bianco, l’unica cosa che sappiamo è che l’Italia, oltre ad essere paese di santi, poeti e navigatori, è da oltre cinque secola anche terra di grandi maestri pasticceri. Dimenticavamo, voi che torrone preferite?